Glossario

Di seguito riportiamo un glossario con i termini più comuni usati in grafica e in stampa: è una pagina in continua evoluzione, speriamo possa esserti utile!
Per segnalare refusi o omissioni, oppure per inoltrare delle richieste specifiche, puoi scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Grazie per la collaborazione!


A: ‘DIN-A’ (Deutsche Industrie Norm)
I formati iniziano da A0, che misura 840 x 1188 mm.
La sequenza dei formati si ottiene assumendo come dimensioni di partenza quelle del primo, dividendo la dimensione maggiore per due e mantenendo inalterata l’altra. A0 840 x 1188 mm
A1: 594 x 840 mm
A2: 420 x 594 mm
A3: 297 x 420 mm
A4: 210 x 297 mm
A5: 148 x 210 mm
A6: 105 x 148 mm
A7: 74 x 105 mm
A8: 52 x 74 mm
A9: 37 x 52 mm.
A10: 26 x 37 mm

Agente colorante:
composto organico o chimico capace di assorbire luce di determinate lunghezze d’onda, e quindi di conferire un determinato colore a un solido o a un liquido.

Aliasing:
Nella grafica digitale, un fenomeno fisico causato dalla struttura rettangolare del pixel. Il fenomeno si traduce nella seghettatura dei bordi sulle linee inclinate e curve. Minore è la risoluzione dell’immagine, maggiore è l’intensità del fenomeno. L’aliasing può essere minimizzato utilizzando un algoritmo capace di uniformarlo, detto anti-aliasing.

Allineamento:
Un testo è allineato a destra quando il suo margine destro è ordinato lungo una linea retta verticale. I termini impiegati sono allineamento a destra, a sinistra, o centrato. Nell’ultimo caso il testo è allineato lungo un asse centrale.

Analogico:
Metodo di codifica delle informazioni basato sull’analogia. Il termine si riferisce al fatto che il sistema stabilisce una relazione di analogia tra copia e originale. Per cui alle parti più dense dell’immagine corrispondono le parti più dense dell’oggetto reale. Questa corrispondenza o relazione può essere identica (nel caso del positivo), o inversa (nel caso del negativo).

B:
I formati ‘B’ iniziano da B0, che misura 1m x 1.4m. La sequenza dei formati si ottiene assumendo come dimensioni di partenza quelle del primo, dividendo la dimensione maggiore per due e mantenendo inalterata l’altra.
B0: 1000 x 1414 mm
B1: 707 x 1000 mm
B2: 500 x 707 mm
B3: 353 x 500 mm
B4: 250 x 353 mm
B5: 176 x 250 mm
B6: 125 x 176 mm
B7: 88 x 125 mm
B8: 62 x 88 mm
B9: 44 x 62 mm
B10: 31 x 44 mm

Bianco:
nella sintesi per addizione il bianco è prodotto dall’effetto della somma di rosso, verde e blu, ed è il risultato della presenza di tutti i colori in quantità uguali. Nella sintesi per sottrazione è generato dall’assenza totale di ogni colore.

Bilanciamento del colore:
neutralizzazione delle eventuali dominanti di colore in un’immagine.

Bit (Binary digit):
in informatica è l’unità minima di informazione. Il bit è utilizzato per codificare tutte le informazioni sotto forma di codice binario (sequenze di 0 e 1). Otto bit formano un byte. Il numero di bit utilizzati nella digitalizzazione (trasposizione da analogico a digitale) ha una particolare importanza nel determinare la qualità di un segnale (audio o video). Vedere bit per pixel.

Bitmap:
metodo per archiviare dati grafici sotto forma di gruppi di pixel. Il bitmap rimane ancora l’unico formato per la memorizzazione digitale delle immagini fotografiche.

Bit per pixel:

Il numero di bit utilizzato per definire un pixel è uno dei fattori determinanti per la qualità dell’immagine, poiché indica essenzialmente il numero di sfumature di un determinato colore che possono essere rappresentate in digitale. I file bitmap vengono archiviati sotto forma di una successione di pixel determinati dalle loro coordinate x e y nello spazio ortonormale costituito dall’immagine. Queste
due coordinate sono integrate da tre valori: uno per il rosso, uno per il verde e uno per il blu. I tre valori GB possono essere sostituiti da tonalità, saturazione e luminosità, o dai quattro valori CMYK, a seconda dello spazio cromatico prescelto.
• Un’immagine a un bit è l’equivalente di un’immagine composta solo da pixel bianchi o neri senza gradazioni di grigio. È anche detta immagine bilivello.
•Un’immagine a 8 bit è l’equivalente di un’immagine in gradazioni, o scala, di grigio. Si tratta in sostanza di un’immagine monocromatica in cui tra il bianco e il nero si distinguono 256 livelli di grigio.
•Un’immagine RGB a 24 bit è in grado di definire l’intero spettro cromatico, ossia circa 16,7 milioni di colori (256 livelli per ogni colore primario=16,7m), ed è spesso detta immagine in colori reali, o “true colour”.
•Anche un’immagine CMYK a 32 bit è un’immagine in colori reali. Tuttavia ha alcune sfumature in meno, perché lo spazio cromatico CMYK contiene meno colori dello spazio RGB.

Blanket (caucciù):
nella stampa offset, il rivestimento cilindrico di gomma che trasferisce l’inchiostro dalla lastra al supporto da stampare (carta, plastica, ecc.).

Bozza finale per il “visto si stampi”:
termine che indica l’ultima prova prima della stampa, in riferimento all’approvazione (sotto qualunque forma prestabilita) necessaria prima dell’entrata in produzione. La bozza per il “visto si stampi” viene firmata per accettazione dal cliente ed è utilizzata come prova legale di paragone in caso di controversie.

©:
simbolo tipografico del termine “copyright” (letteralmente “diritto di copia”), utilizzato per indicare che la riproduzione di un’immagine o un testo è soggetta a diritti d’autore.

Carattere “condensed” o a larghezza ridotta:
funzione tipografica che consente di ridurre la larghezza di un carattere. Questa funzione dovrebbe essere sempre utilizzata con cautela. Se possibile si raccomanda di utilizzare piuttosto un font progettato in partenza con una larghezza minore. Spesso questo tipo di font è segnalato dalla presenza del termine “condensed” nel nome.

Ciano:
uno dei quattro colori usati nella stampa in quadricromia. Il ciano è il colore complementare al rosso, poiché nel sistema per addizione è composto da blu e verde. Nel sistema per sottrazione il ciano assorbe le lunghezze d’onda di luce rossa, e quindi riflette il verde e il blu.

CMY (ciano, magenta, giallo):
i colori di base nella sintesi per sottrazione. La somma di questi tre colori, alla loro massima intensità, produce il nero. Sono anche detti colori secondari o complementari.

CMYK (ciano, magenta, giallo, nero):
i quattro colori di base della stampa a colori, da cui il termine “quadricromia”. La combinazione CMY rende teoricamente possibile la ricostituzione della maggioranza dei colori visibili, compreso il nero.
Ma nella pratica, per problemi di purezza dell’inchiostro, il nero assoluto non si riesce ad ottenere mediante la sovrapposizione di ciano, magenta e giallo al 100%. Per questo è necessario aggiungere il nero. Questo metodo consente anche di risparmiare sugli inchiostri e sui tempi di asciugatura , ed è quindi più conveniente.

CMYK Plus:
CMYK Plus è una trasformazione da CMYK a CMYK che, se implementata sulle stampanti digitali o sulle macchine da stampa offset digitali che hanno una gamma cromatica maggiore delle macchine da stampa offset analogiche, conserva le relazioni di tonalità e luminosità ma espande in modo selettivo (e intelligente) la saturazione dei colori.

Codifica digitale:
la codifica digitale delle informazioni, un concetto fondamentale dell’informatica, impiega un sistema a due stati (acceso/spento, si/no) rappresentati in codice binario dai simboli 0 e 1. L’informazione, quindi, viene codificata in uno script binario. Il vantaggio di questo sistema è che previene indebolimenti del segnale elettronico durante l’elaborazione dei dati, e quindi elimina le perdite di informazioni. Uno 0 rimane sempre uno 0 e un 1 rimane sempre un 1.

Colorimetria:
la scienza della misurazione dei colori.

Colore:
l’esperienza visiva prodotta dai coni della retina sotto lo stimolo delle radiazioni luminose di diversa lunghezza d’onda percepibili all’occhio umano Il colore varia a seconda delle proprietà fisiche della luce riflessa da un oggetto illuminato o della luce emessa da una sorgente luminosa. Quando si riproduce un colore, in generale, ricrearne lo spettro originale è impossibile o eccessivamente complicato. Per questo, per produrre una sensazione visiva equivalente, si usa una miscela di tre colori primari, oppure di tre colori secondari.
Vedere sintesi per addizione e sintesi per sottrazione.

Colori piatti:
colori speciali definiti singolarmente che vengono stampati usando un solo inchiostro, invece che usando gli inchiostri standard CMYK. Di norma in grafica si usano per catturare lo sguardo o per rendere le tonalità dei marchi (colori aziendali), ma anche per motivi di economia. Vedere il capitolo 7.

Colore primario:
è un colore puro nella parte visibile dello spettro, impossibile da ottenere miscelando qualunque altro colore.

Colore complementare:
colore che, aggiunto ad un altro, produce il bianco nella sintesi per addizione, e il nero nella sintesi per sottrazione.

Colore indicizzato:
sistema per “colorare coi numeri”, che consente di salvare le informazioni colore di un’immagine. Per mantere basse le dimensioni del file l’immagine memorizzata è basata su una palette di colori limitata e definita (in generale 256 colori).

Colore fluorescente:
i colori fluorescenti riflettono più luce di quella ricevuta perché, tra le altre cose, trasformano alcune radiazioni luminose ultraviolette in luce visibile. Font: serie completa di caratteri tipografici (lettere, simboli grafici, segni di interpunzione, ecc.) dello stesso tipo (Times, Helvetica, ecc.) e dello stesso stile (grassetto, corsivo, ecc.).

Colore secondario:
miscela di due colori primari.

Contrasto:
il grado di differenza osservabile tra i vari colori e tonalità di un’immagine. Il concetto di contrasto è soggettivo e dipende dalla percezione dell’osservatore, poiché è legato a diverse variabili legate al contesto.

Compressione dei dati:
tecnica, di vario genere, che permette di rappresentare o memorizzare i dati contenuti in un file sotto forma diversa e con dimensioni più contenute (e quindi di ottenere un file più piccolo), impiegando specifici algoritmi matematici. Le diverse tecniche di compressione possono originare livelli di compressione diversi. Alcune tecniche di compressione sono definite non distruttive o non soggette a perdite, in quanto non originano perdita di dettagli nei dati; altre sono definite distruttive o mutilanti, ed originano perdite di dettagli di diverso grado. In genere la perdita di dettagli è maggiore quanto più il file di arrivo è ridotto.

Conversione del colore:
trasposizione da uno spazio cromatico all’altro. Il processo a volte può comportare una perdita di colore, quando lo spazio cromatico di arrivo ha una gamma diversa o minore rispetto all’originale.

Conversione RGB-CMYK
Molte immagini nascono già da un’acquisizione digitale, mediante fotocamera o scanner, nello spazio cromatico RGB (rosso/verde/blu). Lo spazio cromatico RGB è molto più ampio dello spazio colore CMYK e quindi è in grado di riprodurre una gamma di colori molto più estesa di quella ottenibile con il CMYK. I colori tendono ad avere una maggiore ricchezza di sfumature e luminosità.
Quante volte capita di pensare che le immagini hanno un aspetto migliore sullo schermo che non alla stampa? Questo avviene perché i monitor operano in RGB, mentre in generale le stampanti lavorano in
CMYK. Dal punto di vista della gamma di colori, ove possibile è sempre consigliabile lavorare con un’immagine RGB. Questo presenta diversi vantaggi:

  1. Consente di digitalizzare il massimo numero di tonalità di colore per la produzione di stampe e grafismi della massima qualità. È sempre bene salvare una copia dell’immagine RGB, che successivamente potrà essere utilizzata per una pagina Web o una stampa a sei colori. (Vedere il capitolo 8).
  2. Le immagini RGB consentono di lavorare più velocemente nelle applicazioni di elaborazione rispetto a quelle CMYK, e occupano meno spazio su disco.
  3. Se occorre, la conversione da RGB a CMYK può essere controllata in modo più preciso. Ma si ricordi, una volta che l’immagine è stata convertita da RGB a CMYK, la conversione inversa non consente di recuperare la stessa gamma di colori. Una volta eseguita la conversione, tutti i colori “extra” attribuiti alla gamma RGB vanno perduti, e anche se la conversione da CMYK a RGB è possibile, essa non consente però di rigenerare i colori perduti.

Ciò detto, prima di inserire un’immagine in un progetto grafico destinato alla stampa su macchine digitali, questa andrebbe comunque convertita in CMYK. In questo modo si potrà visualizzare in anticipo l’aspetto dell’immagine. In questo stadio si potrà rilevare che verdi e arancioni non appaiono altrettanto brillanti, ma purtroppo questa è la realtà dell’universo CMYK. Se la conversione non viene eseguita manualmente, nella fase successiva sarà il RIP ad effettuare la conversione predefinita, che potrebbe dare risultati inattesi.
Uno degli elementi essenziali per una buona conversione CMYK, sia nella tradizionale stampa offset che in quella digitale, è il controllo dello strato di nero.

I parametri tipo che si possono utilizzare per eseguire la conversione sono i seguenti:

  • Eurostandard Patinato o Non patinato
  • Guadagno di punto: 14%
  • Generazione nero GCR: media
  • Limite inchiostro nero: 100 %
  • Limite inchiostro totale: 300 %


Densità:
nelle arti grafiche indica se un’area dell’immagine è scura (densità alta, toni scuri), o chiara (densità bassa, toni chiari). Le gamme di densità sono misurate mediante un densitometro. In informatica la densità indica la quantità di dati contenuti in ogni unità di superficie di un determinato supporto (nastro, disco, ecc). Una densità di 300 dpi (punti per pollice) indica quindi che un’area di superficie misurante un pollice quadrato contiene 300 x 300 punti, ossia 90.000 punti.

Digitalizzazione:

il processo che trasforma un segnale analogico in segnale digitale.

DPI (dots per inch):

unità di misura della risoluzione che indica la densità di punti per pollice, sia nella memorizzazione che nella riproduzione delle immagini.

Dimensioni del font:
le dimensioni di ogni singolo carattere di un determinato font, solitamente misurate in punti.

Gamma cromatica (o spettro di colori):
la gamma di colori ottenibile utilizzando un determinato processo o dispositivo. Ad esempio, con un monitor RGB si può creare uno spettro di colori maggiore che con il processo CMYK; lo stesso avviene stampando su carta lucida invece che opaca.

GCR (grey component replacement):
vedere UCR

Gestione del colore:
vedere ICC

Giustificazione:
in tipografia, tipo di composizione del testo in cui la spaziatura tra parole è regolata in modo che il bordo destro e sinistro del paragrafo risultino allineati.

Grafica vettoriale:
efficiente metodo di archiviazione dei dati normalmente utilizzato per grafiche e testi, basato sulla definizione matematica degli oggetti. Ogni forma contenuta in un’immagine viene archiviata in base alle sue proprietà geometriche, e non pixel per pixel. Di norma questi file sono molto più piccoli degli equivalenti basati su pixel, e in qualunque scala mantengono inalterate tutte le qualità dell’immagine. Tuttavia, a seconda della complessità del calcolo matematico richiesto al RIP, non sempre si rasterizzano velocemente, anche se il file è di piccole dimensioni.

HP ElectroInk:
tecnologia ad inchiostro liquido specificamente sviluppata da HP per il suo esclusivo processo LEP. La riproduzione del colore è simile a quella della stampa offset. HP ElectroInk è disponibile sia come serie di inchiostri SWOP®, Eurostandard® e HP IndiChrome® sia come gamma di colori piatti certificati PANTONE®, compreso il bianco. Diversamente dalla xerografia, questa tecnologia preserva l’aspetto della carta, grazie allo spessore minimo dello strato formato da HP ElectroInk (da 1 a 2 micron). Altre caratteristiche comprendono: punti nitidi che generano immagini dai contorni ben definiti e minimizzano il guadagno di punto; asciugatura istantanea, che consente la finitura e la gestione immediata; densità luce pari alla stampa tradizionale. Per ulteriori informazioni, vedere il Capitolo 1. Eurostandard®: standard europeo per i sistemi analogici o digitali per controllare la qualità del colore nelle pellicole per fotoincisione e prove di fotoincisione, nella stampa digitale, nelle lastre digitali in caso di output diretto su lastra, e nel documento stampato.

HP IndiChrome®:
termine che indica la stampa a cinque, sei o sette colori sulle macchine HP Indigo. Il sistema integra tecniche on-press (processo a sei colori) e off-press (colori piatti). Per ulteriori informazioni, vedere il Capitolo 7.

HDI (imaging ad alta definizione):
schermo di stampa sviluppato da HP per aumentare il rendering dei dettagli nelle immagini stampate con macchine HP Indigo. Il risultato è ottenuto combinando l’aumento della lineatura di retino (numero di righe per pollice di punti), la riduzione delle dimensioni del punto, l’utilizzo di super-pixel per modificare la forma del punto in base alla densità, e l’interpolazione dei dati per aumentare la risoluzione effettiva. Gli schermi disponibili comprendono 144 (Sequin), 160, 175, 180, 195 e 230 lpi , a seconda della configurazione della macchina.

HLS (hue luminance & saturation):
tonalità, luminosità e saturazione, le tre dimensioni utilizzate per definire il colore in molte applicazioni grafiche. In inglese, con un sinonimo, sono anche dette HSB (hue, saturation and brightness).

ICC (International Colour Consortium):
Non ha senso specificare un colore in CMYK se non si sa in che modo un determinato dispositivo inserito nel flusso di lavoro, come macchina fotografica, scanner, monitor e stampante, interpreterà questi valori. L’ICC è un’organismo di settore che ha la finalità di definire una serie di “valori dipendenti dal dispositivo” da poter utilizzare per determinare le varie caratteristiche di ogni macchina, ad esempio luminosità, bilanciamento del colore, cambi di colore, e così via. Queste informazioni sono contenute nel profilo ICC del dispositivo. Il profilo può essere utilizzato nell’ambito di un sistema di gestione del colore (CMS, Colour Management System). Questo serve perché, conoscendo la resa relativa dei colori di ciascun dispositivo attraverso il relativo profilo ICC, teoricamente dovrebbe essere possibile elaborare le informazioni di colore contenute in un file al fine di ottenere colori prevedibili, purché rientrino nelle capacità del dispositivo.

Imposizione:
collocazione ordinata delle pagine su un foglio (segnatura) per la stampa, adattata alle diverse finiture e ai diversi stili di rilegatura.

Inchiostri Ciano Chiaro e Magenta Chiaro utilizzati dalla nostra HP Indigo 5500.
Utilizzati insieme agli inchiostri HP ElectroInk CMYK di processo, gli inchiostri ciano chiaro e magenta chiaro forniscono una qualità fotografica significativamente migliore, offrendo agli specialisti del photofinishing e della stampa la possibilità di mettere in campo un vantaggio competitivo nel mercato professionale degli album e degli altri prodotti fotografici.
I nuovi inchiostri chiari offrono immagini migliori con colori saturi e transizioni di tono più sfumate, aumentando la qualità dei prodotti fotografici quali fotolibri, calendari fotografici, biglietti d’auguri e altro ancora.

IndiChrome On-press:
processo a 6 colori (CMYKOV)

IndiChrome Plus:
processo a 7 colori (CMYKOVG)

IndiChrome Off-press:
processo a 11 colori— CMYKOVG, più bianco, rosso rhodamine, trasparente e giallo brillante

JPEG (Joint Photographic Expert Group):
metodo di compressione che scompone l’immagine in caselle o zone più piccole, per calcolare il colore medio da attribuire ad un intero gruppo di pixel nell’area interessata. Sono le dimensioni di queste zone a determinare in particolare il livello di compressione dell’immagine, e quindi la qualità del grafismo prodotto.

Kerning:
funzione tipografica usata per controllare la spaziatura tra i caratteri

Knock-out:
Vedere Sovrastampa.

Liquid Electro-Photography® (LEP):
esclusiva tecnologia di stampa HP che offre la qualità di inchiostratura su carta della stampa tradizionale con una macchina completamente digitale. La chiave del processo è l’inchiostro HP ElectroInk, che può essere direzionato mediante cariche elettriche per formare diverse immagini digitali.

Luce:
componente dello spettro elettromagnetico che rientra nell’intervallo di radiazioni comprese tra i raggi X e le onde radio. Tutte queste onde nel vuoto si muovono alla stessa velocità: circa 300.000km/s. Come tutte le onde elettromagnetiche, la luce si può definire mediante la rispettiva lunghezza d’onda. La lunghezza d’onda della luce visibile va da 390 a 780 nanometri. Il blu si situa tra 390 e 500 nanometri, il verde tra 500 e 600 nanometri e il rosso tra 600 e 780 nanometri.

Luminosità:
in fisica indica la quantità di luce per unità di superficie; la luminosità si misura candele/m2. Spesso il termine è utilizzato per indicare la luminosità di un colore.

Magenta:
uno dei quattro colori usati nella stampa in quadricromia. Il magenta è il colore complementare al verde, poiché nel sistema per addizione è composto da blu e rosso. Nel sistema per sottrazione il magenta assorbe le lunghezze d’onda di luce verde, e quindi riflette il rosso e il blu.

Maschera:
nel processo ad alogenuri d’argento la maschera è una pellicola attinica, generalmente rossa, che protegge la superficie fotosensibile da reazioni alle sorgenti luminose. Per estensione, nelle applicazioni grafiche la maschera è uno strato creato per proteggere i dati soggiacenti di un’immagine dalle azioni dell’operatore. Le maschere sono codificate a 1- bit o a 8- bit. Nel primo procedimento, ad esempio nelle pellicole rivestite per fotoincisione, forniscono una protezione totale o nessuna protezione. Nel secondo la protezione varia da 0 a 100%, a seconda delle specifiche dell’utente (vedere maschera alfa).

Maschera alfa o maschera a 8-bit:
Nella grafica digitale, un tipo di maschera che assicura la protezione (personalizzabile) dell’immagine collocata sotto la maschera stessa, dal grado 100% al grado 0%, con 254 gradi intermedi, per un totale di 256 valori. Le maschere, in particolare, consentono di inserire un’immagine in un’altra con un livello digradante di trasparenza oppure di realizzare maschere graduate.

Nero:
nel sistema per addizione il nero è generato dalla totale assenza di qualunque colore. Nel sistema per sottrazione il nero è dato dalla presenza di tutti i colori alla massima intensità. Nella stampa è indicato dalla lettera K, per il vecchio uso tipografico anglosassone di chiamare il nero “key”.

Offset:
tecnica di stampa monocromatica o a colori sviluppata per migliorare le precedenti forme di litografia. In questo processo l’inchiostro viene applicato nelle aree dell’immagine incisa su una lastra, quindi viene trasferito (letteralmente “offset” in inglese vuol dire traslazione) sul supporto mediante un cilindro di gomma, detto caucciù. Questa tecnica offre diversi vantaggi, tra cui una migliore trasposizione dell’immagine inchiostrata al supporto. Oggi rappresenta il procedimento più diffuso nel mercato della stampa commerciale. Anche le macchine da stampa digitali HP Indigo utilizzano un processo offset. Combinando i vantaggi del processo offset con l’esclusiva lastra “digitale”, la macchina da stampa digitale HP Indigo è in grado di offrire la stessa qualità della stampa tradizionale con la tutta flessibilità offerta dal digitale.

Ombra di colore:
la dominante di colore che prevale in tutte le ombre di un’immagine. L’ombra può essere dovuta all’illuminazione ambientale, al materiale di base utilizzato per la registrazione analogica (ad es. la
pellicola), ad un guasto o a una risposta caratteristica del dispositivo utilizzato per la digitalizzazione.

Orientamento orizzontale (landscape):
formato di stampa in cui la carta viene disposta orizziontalmente, ossia sul lato più lungo del foglio. L’orientamento contrario è detto verticale, o “portrait”.

Orientamento verticale (portrait):
formato di stampa in cui la carta viene disposta verticalmente, ossia sul lato più corto del foglio. L’orientamento contrario è detto orizzontale, o “landscape”.

PANTONE:
sistema di riferimento per il colore sviluppato da Letraset. Il sistema comprende oltre un migliaio di colori definiti, che possono essere creati miscelando diciassette pigmenti. Esso inoltre offre un riferimento anche per gli stessi colori su un supporto diverso, come patinato e non patinato. Produrre tutti questi colori con il sistema CMYK è impossibile. HP IndiChrome off-press è in grado di coprire il 97% circa dei colori PMS —nella fattispecie, 1.125 colori PMS e 2.058 colori PANTONE Goe. Vedere il capitolo 7.

PDF (Portable Document Format)
PDF è il più recente linguaggio di descrizione di pagina adottato come standard dal settore. Grazie al suo successo immediato si è rapidamente evoluto in uno strumento potente e flessibile. I suoi principali vantaggi sono la possibilità di visualizzarlo e stamparlo da diverse piattaforme/sistemi operativi, assicurando al contempo l’integrità e la coerenza con l’immagine visualizzata sullo schermo. I dati, inoltre, sono ottimizzati, così le dimensioni dei file solitamente risultano sostanzialmente più piccole rispetto a quelle, ad esempio, dei file PostScript. Un altro aspetto importante è che il formato mantiene l’indipendenza delle pagine, che può offrire notevoli vantaggi nei successivi stadi di produzione del documento.

Pigmento:
è l’elemento che conferisce la colorazione utilizzato nella composizione di inchiostri, smalti e vernici.

Pixel (abbreviazione di “picture element”):
il pixel è il blocco costitutivo dell’immagine digitale in quanto rappresenta il suo elemento unitario più piccolo. Solo presentati in gruppo i pixel possono definire un’immagine. Quanto maggiore è il numero di pixel o di punti del gruppo, tanto migliore risulta la qualità dell’immagine.

PostScript:
formato di linguaggio standard del settore utilizzato per descrivere una pagina. Si usa per comandare stampanti e unità di fotocomposizione. Il termine denota anche i font compatibili con questo linguaggio (Font PostScript).

(PSP) Fornitore di servizi di stampa:
l’azienda o il servizio che fornisce il supporto per la stampa.

Raster Image Processor (RIP):
dispositivo di interpretazione su base software o hardware in grado tradurre il formato del file di input, come PostScript o PDF, in un formato di output bitmap utilizzabile per riprodurre l’immagine del file su un determinato dispositivo. In generale i RIP sono specifici del dispositivo di output, poiché i rispettivi formati bitmap sono variabili.

Risoluzione ottica:
nella grafica digitale, la risoluzione reale di uno scanner o di una macchina fotografica. Quindi la risoluzione ottica indica il numero di pixel contenuti lungo l’asse maggiore e l’asse minore di un sistema CCD. Nei dispositivi a striscia, indica il numero di pixel contenuti e il numero di avanzamenti compiuti dalla striscia.

Risoluzione:
la risoluzione misura la capacità di un dispositivo di definire fisicamente due punti singoli come entità separate. L’unità di misura comunemente utilizzata è il dpi (punti per pollice). Un dispositivo con una risoluzione di 812dpi, ad esempio, può rendere come immagini indipendenti due punti situati a 1/812 di pollice di distanza tra loro senza farli apparire come un singolo punto.

RGB:
acronimo inglese di rosso, verde e blu (red, green, blue). Sistema di colore per addizione che si avvale dei tre colori primari. La somma di questi tre colori, alla loro massima intensità, produce il bianco. Vedere sintesi per addizione

ROOM (RIP Once, Output Many):
concetto in base al quale il file bitmap prodotto dal RIP può essere utilizzato per riprodurre immagini su una varietà di dispositivi di output. In realtà questo accade di rado, specie tra dispositivi di output di fabbricanti diversi.

Riproduzione in scala:
trasformazione matematica (ingrandimento o riduzione) di un’immagine in proporzione alle dimensioni originali.

Sintesi per addizione:
Il sistema per addizione è generato da tre raggi di luce dei colori primari: rosso, verde e blu. Sovrapponendo i raggi è possibile ottenere praticamente tutti i colori visibili. La somma di questi tre colori, alla loro massima intensità, produce il bianco. Il metodo si basa sulla sensibilità tricromatica dell’occhio umano. Il sistema è molto usato per gli schermi video e i monitor.

Sintesi per sottrazione:
estrae le componenti blu, verde e rossa dalla luce bianca servendosi, rispettivamente, di filtri giallo, magenta e ciano. La somma di questi tre colori, alla loro massima intensità, produce il nero. È il sistema utilizzato per la stampa

Sintesi del colore:
ricostituzione dei colori dell’intero spettro visibile a partire da un numero limitato di colori di base. La sintesi dei colori può avvenire in forma di addizione o per sottrazione.

Sovrastampa:
quando un elemento della pagina è predisposto per sovrapporsi a un altro elemento senza cancellare i dati dell’elemento sottostante, si parla di sovrastampa. Questa tecnica si usa per ottenere effetti visivi nel design o per eliminare gli effetti di errata registrazione dei colori dovuti ad imprecisioni di stampa. Il testo nero, ad esempio, dovrebbe sempre essere sovrastampato su una qualunque tonalità o immagine sottostante. Il RIP della macchina digitale HP Indigo, se richiesto, esegue automaticamente l’operazione, che tuttavia di solito viene impostata a partire dall’applicazione grafica di lavoro.

SNAP® (Swift Native Accelerated Personalisation):
tecnologia impiegata dalle macchine da stampa HP Indigo per produrre documenti a dati variabili ad altissima velocità. Vedere il capitolo 6.

Spaziatura fissa:
in tipografia, il distanziamento costante tra le lettere, indipendentemente dai caratteri utilizzati. Questo tipo di spaziatura è un’eredità delle vecchie macchine tipografiche che, per motivi meccanici, non potevano variare questa distanza (vedere Kerning).

Spazio colore (o spazio cromatico):
una serie di colori raggruppati in base a una proprietà. Pertanto, per spazio cromatico dello spettro visibile si intendono tutti i colori che una persona avente una vista media è in grado di percepire. Altri esempi di spazio cromatico sono RGB e CMYK.

Spaziatura proporzionale:
in tipografia, spaziatura tra le lettere che varia a seconda delle rispettive forma e dimensioni.

SWOP (Standard Web Offset Press):
uno degli standard di colore usato come riferimento nella stampa offset (la parola web qui significa bobina, e non ha niente a che vedere con Internet). È lo standard più diffuso negli Stati Uniti.

Trapping:
i lievi movimenti subiti dalla carta mentre passa attraverso la macchina in fase di stampa possono condurre a un’errata registrazione tra le lastre colorate. Per questo attorno ad un elemento di pagina è richiesta la cosiddetta area di trapping, che in caso di errata registrazione impedisce al supporto di trapelare. A seconda della relazione tra il colore e il tipo (testo o grafica) dell’elemento sovrastante e di quello sottostante, il bordo di quello sovrastante può in effetti risultare ingrandito, o espanso, oppure quello dell’area sottostante può risultare ridotto, o “strizzato”. Quando non si utilizza il trapping e le immagini devono essere allineate perfettamente, si dice che l’allineamento deve essere “baciato”. Normalmente sulle macchine da stampa digitali HP Indigo il trapping non è richiesto.

UCR (under colour removal):
compensazione della somma dei tre colori primari mediante il nero, solo nei toni neutri. In teoria, se si usa il metodo addizionale, la combinazione di magenta, ciano e giallo produce il nero. In pratica, però, le imperfezioni presenti negli inchiostri da stampa, solitamente, invece del nero producono un marrone di tonalità scura. Il sistema UCR riduce la quantità di C, Y, M necessaria nelle zone di ombra e di colore neutro, sostituendola con inchiostro nero (K). Il sistema consente, tra i vari vantaggi, di risparmiare sulla quantità di inchiostro necessaria alla produzione e sul tempo di asciugatura delle stampe. Il sistema GCR (grey component replacement) è simile, solo che interviene in tutte le aree neutre usando il nero e minimizzando la quantità di CMY. Quando si usa il sistema GCR bisogna fare molta attenzione, perché può influenzare negativamente il bilanciamento del colore dell’immagine alla stampa.

Variable data printing (VDP) – Stampa a dati variabili:
tecnica di stampa che permette di variare una parte dei dati stampati, detta anche stampa personalizzata. La stampa a dati variabili è stata resa possibile solo dallo sviluppo delle tecniche di stampa digitale, e in particolare da HP.

WYSIWYG:
“what you see is what you get”, espressione inglese che sta ad indicare che l’immagine visualizzata a schermo corrisponderà esattamente a quella stampata. Giallo: uno dei quattro colori usati nella stampa in quadricromia. Il giallo è il colore complementare al blu, poiché nel sistema per addizione è composto da rosso e verde. Nel sistema per sottrazione il giallo assorbe le lunghezze d’onda di luce blu, e quindi riflette il verde e il rosso.

 

Il seguente glossario è tratto dal CD "Designers tools" di HP, pensato e ottimizzato per fornire supporto tecnico per la stampa con HP Indigo.